FAQ

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FAQ
Quando è prevista l’uscita del PDM-2?
Cos’è il PDM-2?
Quali sono i principi guida della stesura del PDM-2?
Quali sono i principali cambiamenti introdotti nel PDM-2 rispetto alla prima edizione?
Quali sono le Sponsoring Organizations del PDM-2?

Chi sono gli autori che hanno contribuito alla stesura del PDM-2?

Da chi è composto il Comitato Scientifico del PDM-2?

Cosa aggiunge l’approccio del PDM-2 agli altri sistemi diagnostici in uso?

Quali sono gli ambiti di applicazione del PDM-2?

Dove posso trovare maggiori informazioni sul PDM-2?

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Quando è prevista l’uscita del PDM-2?
La pubblicazione della seconda edizione del Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2) è prevista per settembre-ottobre 2016 negli Stati Uniti (Guilford Press) e per dicembre 2016-gennaio 2017 in Italia (Raffaello Cortina).
Cos’è il PDM-2?
Il PDM-2, come la precedente edizione, è il primo sistema diagnostico dei disturbi psichici fondato sia su un modello psicodinamico sia su dati empirici, e può essere impiegato per la diagnosi clinica, la ricerca, la formulazione dei casi e la progettazione di interventi. Si propone come utile integrazione alle principali nosografie dei disturbi mentali attualmente in uso (DSM-5 e ICD-10). L’approccio multidimensionale del PDM-2 consente di delineare un profilo accurato della personalità, del funzionamento mentale complessivo e dell’esperienza soggettiva dei pattern sintomatici dell’individuo, includendo il modo in cui queste caratteristiche influenzano il processo psicoterapeutico.
Quali sono i principi guida della stesura del PDM-2?
Il decennale processo di revisione e aggiornamento che ha portato alla stesura del PDM-2 ha perseguito lo scopo generale di rendere il manuale più solido sul piano empirico, clinicamente utile e fruibile da clinici e ricercatori di ogni orientamento teorico. Gli specifici principi guida sono: 1)  prospettiva evolutiva, con sezioni diagnostiche per Adulti, Adolescenti (12-18), Bambini (4-11), Neonati e bambini piccoli (0-3), Anziani; 2) solidità teorica, con un migliore accordo tra le etichette PDM e altri costrutti già operazionalizzati in letteratura; 3) rigore empirico, con riferimento a strumenti empiricamente validati e fornendo metodi di valutazione PDM-derived; 4) utilità clinica, adottando una prospettiva clinician-friendly nella loro pratica terapeutica quotidiana; 5) inclusività, con contributi provenienti da altri approcci teorici e collaborazioni attive tra le diverse Task Forces internazionali.
Quali sono i principali cambiamenti introdotti nel PDM-2 rispetto alla prima edizione?
Rispetto alla prima edizione, nel PDM-2: 1) vi è una suddivisione in 7 Sezioni: Adulti, Adolescenti, Bambini, Neonati e bambini piccoli, Anziani (per la prima volta inseriti in un sistema diagnostico), Strumenti, Casi clinici e Profili PDM-2; 2) tutto il Manuale è stato revisionato in base a riferimenti aggiornati e rigorosi alla letteratura clinica ed empirica, includendo anche le neuroscienze; 3) sono inclusi strumenti di valutazione PDM-2 derived; 4) sono approfondite le risposte emotive e la soggettività del clinico insieme all’esperienza soggettiva del paziente; 5) è stato introdotto un livello psicotico di organizzazione della personalità e la descrizione delle “borderline personalities”; 6) nella valutazione del funzionamento mentale sono considerati anche i punti di forza, l’adattamento e le risorse psicologiche; 7) nella descrizione dei pattern sintomatici, nelle loro componenti affettive, cognitive, somatiche e relazionali, è stata promossa una maggiore integrazione con il DSM-5 e l’ICD-10; 8) nella Sezione Neonati e Bambini piccoli viene offerta una definizione più approfondita della qualità delle relazioni primarie (bambino-caregiver), enfatizzando anche la valutazione dei sistemi familiari.
Quali sono le Sponsoring Organizations del PDM-2?
Le Sponsoring Organizations del PDM-2 sono: l’American Academy of Psychoanalysis and Dynamic Psychiatry, l’American Association for Psychoanalysis in Clinical Social Work,  l’American Psychoanalytic Association, la Division of Psychoanalysis (39) dell’American Psychological Association, l’International Association of Relational Psychoanalysis and Psychotherapy, l’International Society of Adolescent Psychiatry and Psychology, e l’Italian Group for the Advancement in Psychodynamic Diagnosis.
Chi sono gli autori che hanno contribuito alla stesura del PDM-2?
I Coordinatori scientifici del PDM-2 sono Vittorio Lingiardi e Nancy McWilliams.

I Section Editors delle 7 Sezioni sono: 1) Adulti: Asse P – Nancy McWilliams, Jonathan Shedler, Asse M – Robert F. Bornstein, Vittorio Lingiardi, Asse S – Emanuela Mundo, John O’Neil; 2) Adolescenti: Asse PA – Norka Malberg, Johanna Malone, Asse MA e Asse SA – Mario Speranza; 3) Bambini: Norka Malberg, Larry Rosenberg; 4) Neonati e bambini piccoli (Asse IEC) – Linda Mayes, Anna Maria Speranza; 5) Anziani: Franco Del Corno, Daniel Plotkin; 6) Strumenti: Francesco Gazzillo, Robert M. Gordon, Sherwood Waldron; 7) Casi clinici e Profili PDM-2: Franco Del Corno, Vittorio Lingiardi, Nancy McWilliams.

I Section Editors di ogni Sezione hanno a loro volta coordinato specifici gruppi di collaboratori, includendo clinici e ricercatori di comprovata esperienza e competenza nello specifico ambito di interesse.

Da chi è composto il Comitato Scientifico del PDM-2?
Il Comitato Scientifico Onorario del PDM-2 è composto da: John S. Auerbach, Anthony W. Bateman, Sidney J. Blatt †, Eve Caligor, Richard A. Chefetz, Marco Chiesa, John F. Clarkin, Reiner W. Dahlbender, Jared DeFife, Diana Diamond, Jack Drescher, Peter Fonagy, Glen O. Gabbard, John G. Gunderson, Mark J. Hilsenroth, Mardi J. Horowitz, Steven K. Huprich, Elliot L. Jurist, Horst Kächele, Otto F. Kernberg, Alessandra Lemma, Marianne Leuzinger-Bohleber, Henriette Loeffler-Stastka, Karlen Lyons-Ruth, Patrick Luyten, William A. MacGillivray, Robert Michels, Joseph Palombo, J. Christopher Perry, John H. Porcerelli, Jeremy D. Safran, Allan N. Schore, Arietta Slade, Mary Target, Robert J. Waldinger, Robert S. Wallerstein † (Honorary Chair), Drew Westen.

Ogni membro ha revisionato la prima stesura della nuova edizione del Manuale, esprimendo le proprie osservazioni, suggerimenti e feedback al fine di migliorarne ulteriormente la fondatezza clinica ed empirica.

Cosa aggiunge l’approccio del PDM-2 agli altri sistemi diagnostici in uso?
Il PDM-2 si presenta come una tassonomia di persone, piuttosto che di patologie o disturbi psichici. La diagnosi viene considerata infatti il risultato di osservazioni e ragionamenti che permettono di “dare senso” alla complessità dell’individuo. Nel PDM-2 le sindromi cliniche e di personalità sono considerate “tipi ideali” a cui le presentazioni cliniche dei pazienti reali possono approssimarsi in grado minore o maggiore, In aggiunta, la dimensione evolutiva è ritenuta centrale per il processo diagnostico e vengono quindi considerate tutte le fasi del ciclo di vita. Caratteristica peculiare del PDM-2 è anche quella di andare al di là di segni e sintomi direttamente osservabili, enfatizzando l’importanza fondamentale dell’esperienza soggettiva del paziente e del clinico. Viene inoltre data importanza alle risorse e ai punti di forza psicologici, invece di limitarsi alla valutazione del livello di compromissione o disabilità dell’individuo.
Quali sono gli ambiti di applicazione del PDM-2?
Gli ambiti di applicazione del PDM-2 includono non solo la diagnosi, ma anche la formulazione dei casi clinici, la pianificazione dei trattamenti e degli interventi terapeutici, e la progettazione di ricerche empiriche valide e clinicamente utili.
Dove posso trovare maggiori informazioni sul PDM-2?
Per informazioni più dettagliate sul PDM-2 si può fare riferimento alla sezione specifica di questo sito http://www.igapsyd.com/?page_id=42.

Possono inoltre essere consultati i seguenti contributi:
– Clarkin, J.F. (2015). A commentary on “The Psychodynamic Diagnostic Manual Version 2 (PDM-2): Assessing patients for improved clinical practice and research”. Psychoanalytic Psychology, 32 (1), 116-120.
– Huprich S. K., McWilliams N., Lingiardi V., Bornstein R. F., Gazzillo, F., Gordon R. M. (2015). The Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM) and the PDM-2: Opportunities to Significantly Affect the Profession. Psychoanalytic Inquiry, 35, pp. 60-73.
– Lingiardi V., McWilliams N. (2015). The Psychodynamic Diagnostic Manual – 2nd edition (PDM-2). World Psychiatry, 14, 2, pp. 237-240.
– Lingiardi V., McWilliams N., Bornstein R. F., Gazzillo F., Gordon R.M. (2015). The Psychodynamic Diagnostic Manual, Version 2 (PDM-2): Assessing Patients for Improved Clinical Practice and Research. Psychoanalytic Psychology, 32, pp. 94-115.
– McWilliams N., Lingiardi V. (2015). Reply to a commentary on “The Psychodynamic Diagnostic Manual Version 2 (PDM-2): Assessing patients for improved clinical practice and research”. Psychoanalytic Psychology, 32, pp. 121-122.